Peccato. Il Pisa ribalta il Mantova e risponde bene sul campo dopo le due sconfitte rimediate contro Virtus Entella e Fiorentina, ma in pieno recupero i neroazzurri sono gelati dal goal di Vlahovic e lasciano così due punti importanti sul terreno di gioco del “Martelli”. Luci e ombre, nell’economia di una gara combattuta e vibrante nella quale le due squadre hanno provato a superarsi a vicenda senza eccessivi tatticismi.
IL PISA TORNA ALL’ANTICO. Alla lettura delle formazioni ufficiali in molti hanno riscontrato analogie con il Pisa capace di conquistare la serie A due stagioni or sono : mister Paolo Bianco si affida al 3-4-2-1 consegnando le chiavi della difesa a Caracciolo, confermando Primasso dopo l’ottima partita disputata a Firenze e lanciando sulla trequarti Moreo e Tramoni alle spalle di Pittarello preferito a Petagna. Dall’altra parte mister Francesco Modesto conferma in toto l’undici iniziale che una settimana prima aveva spazzato via la Sampdoria.
LA SOLITA PARTENZA AD HANDICAP. Non è guarito il Pisa dalle amnesie difendive evidenziate nelle ultime due gare disputate : passano appena sette minuti ed un imbucata di Ignacchiti mette l’ex di turno Gliozzi nelle condizioni migliori per involarsi verso la porta neroazzurra e per battere Confente in uscita disperata al limite della propria area di rigore con un tocco chirurgico. Ancora una volta si parte dallo 0 a 1 in favore degli avversari, una antipatica costante in questo inizio di stagione.
STAVOLTA LA REAZIONE E’ RABBIOSA. Il goal subito questa volta è uno schiaffo che fa bene ai neroazzurri : nonostante un centrocampo che gira a corrente alternata le folate di Tramoni, il moto perpetuo di Moreo e le sportellate di Pittarello iniziano pian piano a creare crepe nel meccanismo difensivo del Mantova. Bardi si salva in un paio di circostanze con i piedi sui tocchi da distanza ravvicinata di Zanon prima e Primasso poi ma nulla può quando Pittarello riceve in piena area di rigore virgiliana un bel pallone da Moreo, resiste al contrasto di Cella e con una girata sporca beffa l’estremo difensore livornese.
IL PISA NON SI ACCONTENTA. Nonostante il momento di forma invidiabile che vivono i padroni di casa è un Pisa ancor più autoritario quello che inizia la ripresa : neroazzurri con il pallino del gioco in mano e che riescono a passare meritatamente in vantaggio con Moreo, abile nella deviazione in rete sottomisura dopo la perfetta sponda aerea di Zanon sul cross pennellato da Angori dalla corsia mancina. La buriana sembra passata, i fantasmi delle ultime gare allontanati.
LA GIRANDOLA DELLE SOSTITUZIONI. A questo punto inizia la partita a scacchi fra i due allenatori : mister Modesto cambia via via tutta la linea offensiva trovando grande beneficio dalla verve di Bragantini (al posto di un Ruocco assai deludente) e dalla costante ricerca della profondità da parte di Vlahovic (inserito in luogo di un Gliozzi che aveva finito la benzina). Dall’altra parte mister Bianco inserisce Vural al posto di un deludente Leone e prova a dare nuovo vigore alla manovra offensiva gettando nella mischia Petagna e Rao in luogo di Moreo e Tramoni ; obbligati i cambi di Primasso e Zanon entrambi vittime di crampi, sostituiti da Esteves e Calabresi.
SFORTUNA RAO, BEFFA VLAHOVIC. Il Mantova carica a testa bassa ma con poca lucidità, il Pisa prova a far male in contropiede e grazie ad una gran giocata di Rao troverebbe pure il goal che metterebbe la parola fine alla contesa, ma il VAR ravvisa un millimetrico fuorigioco di Petagna ad inizio azione. Goal annullato, goal subito : la beffa si materializza in pieno recupero, con Bragantini che apre e chiude un triangolo sfruttando la mancata marcatura di Rao e un contrasto troppo morbido di Angori su Chinetti per poi mettere in mezzo un pallone d’oro sul quale si avventa Vlahovic che brucia Caracciolo e non lascia scampo a Confente con una precisa deviazione volante.
BENEDETTA SOSTA. Resta l’amarezza per una vittoria sfumata sul filo di lana, ma i neroazzurri hanno dato segnali importanti sul campo di una squadra in forma e che sta vivendo sulle ali dell’entusiasmo. Certo, ci sono ancora delle criticità da risolvere : la fase difensiva continua ad essere un tallone di Achille da non sottovalutare, il centrocampo scherma poco i compagni che giocano davanti a Confente ed anche in fase di costruzione della manovra Leone e Correia vivono di passaggi a vuoto nell’economia dei novanta minuti di gioco. La sensazione è che il Pisa sia ancora un gigante dormiente ; sta a mister Bianco sfruttare nella maniera migliore possibile le tre settimane di sosta per correggere i difetti evidenziati in questa prima parte di stagione, primo fra tutti una condizione fisica ancora deficitaria in troppi calciatori neroazzurri. Bisogna però sbrigarsi, perché la serie B non aspetta nessuno.
LE PAGELLE
Confente 5,5
Angori 5,5
Caracciolo 5,5
Canestrelli 5,5
Pittarello 6,5
Tramoni 6 (dal 70′ Rao 6,5)
Primasso 6,5 (dal 80′ Calabresi S.V.)
Correia 6
Moreo 6,5 (dal 70′ Petagna 5,5)
Leone 5,5 (dal 65′ Vural 5,5)
Zanon 6 (dal 80′ Esteves S.V.)

