Il Pisa torna a vincere una gara in trasferta dopo poco meno di un anno e mezzo dall’ultima volta (in quel di Brescia il 25 aprile 2025), lo fa con autorità su un campo particolarmente ostico, lo fa nella giornata più difficile a causa del malore che ha colpito Rosen Bozhinov e che ha tenuto con il fiato sospeso tutti i tifosi neroazzurri e tutti quelli che erano presenti allo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia. Per fortuna il calciatore si è ripreso prontamente e dopo una sospensione di oltre quaranta minuti si è tornati a giocare, anche se tale spiacevole situazione merita comunque un capitolo a parte.
SQUADRA CHE VINCE (QUASI) NON SI CAMBIA. Mister Paolo Bianco si affida inizialmente ad un undici assai simile a quello che aveva sconfitto il Catanzaro una settimana fa : ancora il 3-4-2-1 con l’unica eccezione di Vural al posto di Zanon, con Leris che scala sulla corsia di destra e con il calciatore turco che va a rinforzare la linea mediana lasciando al compagno franco-algerino il compito di fare il pendolo fra centrocampo e trequarti. Dall’altra parte mister Pietro De Giorgio ripropone la formazione iniziale scesa in campo nella vittoriosa trasferta di Genova, con Candellone che alla fine vince il ballottaggio con Di Nardo per il ruolo di centravanti di riferimento.
IL PISA GIOCA MA NON SEGNA. Sono gli ospiti a menare le danze sul sintetico del “Menti”, con i padroni di casa che badano soprattutto a difendersi e faticano non poco a rendersi pericolosi in contropiede. Ma come già capitato contro Padova e Catanzaro i neroazzurri non riescono a trasformare la propria mole di gioco in moneta sonante : pochissimi tiri davvero pericolosi verso la porta difesa da Boer, con la manovra offensiva che viene spesso tradita dall’ultimo passaggio da parte di Tramoni e compagni.
PAURA BOZHINOV. Corre il minuto 41 quando il difensore bulgaro crolla a terra da solo in area di rigore neroazzurra : attimi davvero concitati, arrivano i soccorsi ed il calciatore lascia il terreno di gioco in barella fra gli applausi dello sportivissimo pubblico stabiese ; nel frattempo il conciliabolo fra i due capitani ed il signor Calzavara partorisce la decisione di sospendere momentaneamente la contesa, con le due squadre che rientrano negli spogliatoi in attesa di avere notizie circa lo stato di salute di Bozhinov. Sarà un’interruzione particolarmente lunga – oltre quaranta minuti – ma le notizie che arrivano dal vicino ospedale sono confortanti e quindi si riprende a giocare dopo una sospensione che è sembrata infinita.
NOVE MINUTI DI FUOCO. Restano da giocare in tutto nove minuti (cinque dei quali di recupero) per portare a termine il primo tempo, ed il Pisa li gioca con il fuoco sacro negli occhi : prima è Calabresi a incenerire Boer con una legnata dai venticinque metri che manda la sfera ad incastonarsi all’incrocio dei pali, poi è Tramoni a conquistare un calcio di rigore con un cross dalla corsia mancina intercettato con il braccio da Patané in scivolata. Dagli undici metri si presenta un Petagna fino a quel momento particolarmente abulico che si fa respingere la propria tremebonda conclusione dall’estremo difensore avversario, sulla ribattuta si avventa Leris che troverebbe il tap-in vincente se non fosse per un’ingresso in area di rigore stabiese troppo affrettata, situazione questa che porta il direttore di gara ad invalidare la rete del potenziale raddoppio.
VENTI MINUTI DI SOFFERENZA. Lo scampato pericolo rianima una Juve Stabia protagonista di una prima frazione di gioco particolarmente rinunciataria, le Vespe rientrano in campo per la ripresa con ben altro piglio e per il Pisa c’è da soffrire. Ci vogliono due provvidenziali chiusure di Calabresi per evitare guai maggiori alla porta difesa da Confente, ci vuole un errore di mira di Piscopo che spara alle stelle da posizione assai favorevole, ci vuole il palo esterno a dire di no alla gran botta dai venti metri del neo entrato Maistro.
I CAMBI VINCENTI. Sono le sostituzioni di mister Bianco a indirizzare definitivamente la contesa verso i lidi neroazzurri : Pittarello – che subito dopo l’intervallo aveva sostituito Petagna – si dimostra terminale offensivo capace di gestire anche i palloni più complicati mentre gli ingressi di Zanon ed Esteves consentono al Pisa di ridisegnarsi sul terreno di gioco con un 4-3-3 capace di inaridire alla fonte le iniziative dei padroni di casa. Il premio a tale azzeccata scelta tattica è il goal di Tramoni che dopo essere stato innescato ottimamente dall’ex attaccante del Catanzaro manda a gambe all’aria con una finta delle sue il malcapitato Bellich e dai sedici metri scarica un destro poderoso che fulmina l’incolpevole Boer.
LA PRIMA GIOIA PER COPPOLA. C’è gloria anche per quel Coppola che era entrato subito dopo la sospensione al posto dello sfortunato Bozhinov : sulla sponda aera di Canstrelli il giovane difensore all’altezza del secondo palo beffa un Boer non irreprensibile nella circostanza e chiude virtualmente la contesa con quindici minuti di anticipo. Nei minuti finali del match entra in cronaca anche Confente – uno dei tre ex di turno, tutti sonoramente fischiati dal pubblico di casa per tutta la durata della gara – che si oppone in serie al colpo di testa di Di Nardo, alla deviazione volante da zero metri di Maistro ed alla sassata di Kumi.
UNA VITTORIA DI SPESSORE. Arriva così un successo importantissimo per il Pisa che bissa i tre punti conquistati una settimana fa contro il Catanzaro e lo fa al termine di una gara condotta con il piglio della squadra che è consapevole della propria forza e dei propri mezzi. Peccato per l’alone di preoccupazione che ha gravato per tutto il pomeriggio sopra il “Menti” e che ha consigliato i tesserati neroazzurri di non rilasciare dichiarazioni nell’immediato post partita quando l’attenzione di tutti era rivolta allo stato di salute del compagno di squadra ; per fortuna anche sotto questo aspetto le notizie sono state ben presto rassicuranti, anche se il calciatore ha passato la notte in ospedale per terminare gli accertamenti del caso.
UNA POSSIBILE TRAGEDIA CHE DEVE ESSERE DI INSEGNAMENTO. Inutile girarci intorno : poteva essere una vera tragedia quello che è capitato a Bozhinov ma per fortuna la situazione è andata evolvendosi per il meglio. Ma è una situazione che non doveva affatto verificarsi, perché quando un ragazzone di 21 anni di sana e robusta costituzione crolla esanime a terra per uno stato di disidratazione al limite dell’umana sopportazione significa che le condizioni climatiche con le quali si è scesi in campo non erano tali da permettere lo svolgimento della partita. E non serviva certo un premio Nobel per capire che nell’economia dell’estate più calda di sempre giocare alle ore 15,00 a Castellammare di Stabia, con 32 gradi attesi e con un tasso di umidità elevatissimo, oltretutto su un campo sintetico che restituisce molto più calore di un terreno fatto di erba normale, era una scelta totalmente folle. Che quello che è capitato a Bozhinov sia di insegnamento per coloro che sono chiamati a redigere i calendari : si preoccupino di più della salute dei calciatori – che sono uomini e non robot – e di meno degli interessi economici delle TV satellitari. Le quali continuano a dire ai quattro venti che il male del calcio italiano è la pirateria : che certamente è un problema, ma che è un problema molto meno grave rispetto a certe teste pensanti che evidentemente quando si trovano a dover prendere certe decisioni dimostrano di avere il cervello in corto circuito.
LE PAGELLE
Confente 7
Bozhinov 6 (dal 41′ Coppola 7)
Angori 6,5
Canestrelli 7
Leris 6,5
Tramoni 7
Vural 6,5 (dal 75′ Piccinini 6)
Correia 6,5
Calabresi 7,5 (dal 64′ Zanon 6)
Petagna 5,5 (dal 46′ Pittarello 6,5)
Leone 6 (dal 64′ Esteves 6)

