Il Pisa Siamo Noi

Serie A 2025/2026 Pisa Cagliari : Le (Non) Pagelle

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Stavolta niente voti.
La gioia assaporata per la seconda vittoria stagionale non può essere espressa dai freddi numeri.
Sarebbero comunque voti altissimi.
Per tutti.
Con una bonaria tirata di orecchie per Durosinmi che con il suo gesto sconsiderato ha rischiato di rovinare tutto quello che di lì a poco sarebbe successo sul prato della Cetilar Arena.
Niente voti, dicevamo.
Ma un pensiero a voce alta sì.
Concedetemelo.
Chi non segue il calcio, chi non lo racconta quotidianamente, chi non lo ama, spesso cade nella banalizzazione dello stesso.
Sono ventidue uomini in mutande che rincorrono un pallone, ti dicono.
Signori, è molto di più.
Specialmente per chi ha avuto il privilegio di nascere all’ombra della Torre Pendente e fin da bambino è stato abituato ad amare il nero e l’azzurro.
Ieri non sono andati in campo undici calciatori.
Undici professionisti.
Ieri sono scesi in campo undici uomini.
Veri.
Che in campo hanno portato la loro storia.
Con tutto il suo peso.
Ma non ne sono rimasti schiacciati.
Tutt’altro.
Questa storia li ha elevati.
Li ha fatti andare oltre i propri limiti.
Li ha fatti dimenticare per un paio d’ore tutte le difficoltà accumulate in questa annata strampalata.
Li ha fatti superare una pericolosa inferiorità numerica.
Li ha fatti prevalere su una squadra che era arrivata a Pisa con il doppio dei punti nel proprio carniere.
Ieri ha vinto la storia.
Ieri hanno vinto i senatori.
Quelli che da anni ci sono sempre stati.
Quelli che nel cuore dei tifosi neroazzurri ci saranno sempre, anche quando fisicamente non saranno più assieme a noi.
Ieri hanno vinto i chilometri corsi da Stefano.
Ieri hanno vinto i contrasti di Marius.
Ieri hanno vinto le parate di Nicolas.
Ieri hanno vinto i coglioni di Arturo, in campo con una spalla fuori uso.
Ieri hanno vinto le accelerazioni di Matteo.
Ieri hanno vinto i cross di Samuele.
Ieri hanno vinto le folate di Mehdi.
Ieri ha vinto il cuore di Antonio.
Ieri ha vinto la storia.
Tutto quello che questi uomini meravigliosi si portano appresso da anni.
Da quando indossano il nero e l’azzurro.
E ieri, con loro, abbiamo vinto anche noi.
Noi che per certi versi li abbiamo adottati.
Noi che per diletto o per lavoro ne raccontiamo le gesta.
Noi che giorno dopo giorno abbiamo imparato ad amarli.
Ieri abbiamo vinto.
Tutti noi che abbiamo il Pisa nel cuore.
Ma oggi è già un altro giorno.
Da affrontare finalmente con uno spirito ben diverso da quello che ha permeato beffardo i mesi passati.
Oggi c’è da guardare al futuro.
Sia quello prossimo.
Sia quello più lontano nel tempo.
E quello che questi uomini portano sopra le proprie spalle è il miglior ponte possibile verso questo futuro.
Perché è la loro storia.
Perché è la nostra storia.
Perché è la storia del Pisa.
E sta a noi, a tutti noi, proteggerla come si è soliti fare con le cose davvero preziose che costellano la nostra vita.
Non farlo sarebbe un peccato mortale.
E per i peccati mortali non esiste assoluzione.
H2o
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