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Serie A 2025/2026 Juventus Pisa : Le Pagelle

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Il Pisa dura un tempo all’Allianz Stadium al cospetto di una Juventus tutt’altro che trascendentale ma alla quale nella ripresa basta accelerare i giri del motore per mandare K.O. i malcapitati neroazzurri ; altri quattro schiaffi difficili da digerire nell’economia di una stagione sempre più avara di soddisfazione per gli encomiabili tifosi pisani. Pagelle Juventus Pisa.

Nicolas 6. Attento nel primo tempo sia nelle uscite sia soprattutto sulla rasoiata velenosa di Conceicao, nella ripresa viene sorpreso dalla beffarda traiettoria del cross di Yildiz che origina il goal di Cambiaso che stappa la contesa ; totalmente incolpevole sulle altre tre marcature dei bianconeri.

Angori 5. Il cross dopo un minuto che porta al colpo di testa quasi vincente di Moreo e poi il buio, sia in fase offensiva sia soprattutto in fase difensiva visto che non riesce mai ad arginare a dovere il dinamismo di McKennie e le invenzioni quando di Conceicao quando di Yildiz.

Caracciolo 6. Come al solito tocca al capitano dare la maggior dignità possibile alla baracca neroazzurra : cancella David dalla contesa, mette a referto un paio di chiusure difensive decisive a pochi passi da Nicolas ma nella ripresa viene travolto anche lui dalla marea bianconera che, bontà sua, non può certo arginare da solo.

Marin 6. Pur senza strafare è ancora una volta uno dei più positivi in casa Pisa nonostante il maggior tasso tecnico dei palleggiatori bianconeri che gli giocano davanti ; mezzo voto in meno per quel pallone non stoppato a dovere al tramonto del primo tempo che gli avrebbe consentito di calciare in porta tutto solo davanti a Perin.

Leris 5,5. Nel primo tempo si propone spesso sulla corsia di competenza costringendo Cambiaso a rincorrerlo su e giù per la fascia, nella ripresa però si dimentica Cambiaso che con il suo goal sposta gli equilibri della contesa dalla parte dei padroni di casa.

Højholt 6. Il solito soldatino in mezzo al campo sempre pronto ad andare a dare una mano ai compagni di reparto in difficoltà : non sfigura.

Durosinmi 4,5. Un paio di duelli aerei vinti a distanza siderale dalla porta difesa da Perin e nient’altro ; dopo il goal segnato all’esordio contro l’Atalanta non è più riuscito a tirare in qualche modo verso la porta avversaria …

Aebischer 5,5. Dovrebbe essere il giocatore sulla linea mediana neroazzurra ad avere le idee migliori quando c’è da cucire il gioco della propria squadra ed invece si ritrova a fare l’uomo di fatica costantemente surclassato dal palleggio degli avversari ; ma quando ha la possibilità di giocare il pallone non riesce mai a trovare una giocata davvero determinante.

Coppola 4,5. Già nel primo tempo si erano viste le sue difficoltà quando Conceicao lo puntava ma in qualche modo, con mestiere e con fortuna, se l’era in qualche modo cavata senza particolari danni per la causa neroazzurra ; nella ripresa viene invece travolto da Yildiz e compagni che lo saltano senza soluzione di continuità. Emblematico il goal del 3 a 0 quando il numero 10 bianconero lo scherza con una finta neanche troppo sofisticata potendo poi calciare in porta totalmente indisturbato.

Moreo 6. Strano, l’unico tiro in porta degno di tale qualifica messo a referto in 94 minuti di gioco dalla truppa neroazzurra è il colpo di testa del buon Stefano che all’alba della partita costringe Perin al mezzo miracolo … ciò basta ed avanza per meritarsi la sufficienza, anche se nella sua partita c’ tanto di più, compreso uno spirito di sacrificio e dedizione alla causa che è addirittura commovente.

Calabresi 10. Ma cosa cazzo gli vuoi dire ad Arturo ? Uno che affronta i colossi bianconeri con una spalla praticamente fuori uso ed alla fine della fiera è pure uno dei migliori in campo. Uno che anche sul prato del prestigioso Allianz Stadium dimostra di avere un cuore gigantesco e due coglioni così. Uno che indossa i colori neroazzurri come se fosse nato all’ombra della Torre Pendente. Come se fosse nato in via Rindi. Come se fosse nato in curva Nord. Uno che dimostra di avere un’intelligenza fuori dal comune quando si presenta ai microfoni nell’immediato post gara di Torino. Con una faccia che ci vorrebbe la penna di Dante Alighieri per descriverla per bene in ogni suo dettaglio. Con due occhi che prima sono di fuoco e dopo un secondo sembrano velati dalle lacrime. Con una voce che è boato e silenzio allo stesso tempo. Con un tono di quelli che non ammettono repliche. Non ha voglia di fare come gli struzzi Arturo. Di sporco sotto il tappeto ce n’è fin troppo. Le prime parole sono sassate in pieno volto. E fanno male. “Venissi qui a parlarvi di una buona partita prenderei per il culo me stesso ed i nostri tifosi”. Per il sottoscritto sarebbe già sufficiente questo, finalmente un’assunzione di responsabilità per una stagione da incubo che sembra andar male per volontà divina e non per errori oggettivi commessi ad iosa dallo scorso mese di maggio in poi. Ma Arturo va avanti. E’ un fiume in piena. Probabilmente la misura è colma anche per lui. “Abbiamo vinto una partita su ventotto, è un dato eloquente”. “Giocare bene un tempo soltanto a questo livello non basta”. “Quando a fine partita vedo i nostri tifosi che ci applaudono nonostante tutto a me viene da piangere”. Ma soprattutto. “Adesso dobbiamo onorare tutto quello che possiamo ancora onorare”. Beh, forse l’ennesimo ritorno a casa nel cuore della notte non è stato del tutto vano. Aver ascoltato in diretta le parole sentite di un uomo gigantesco qual è Arturo Calabresi per certi versi ripaga tutta l’amarezza vissuta raccontando l’ennesima Caporetto stagionale. Guidi nel buio per oltre trecento chilometri e negli orecchi ti rimbombano le parole di Arturo. Forti. Stentoree. Pesanti. Parole che in troppi in questa città maledetta sembrano aver riposto nel cassetto. Orgoglio. Dignità. Onore. Vittoria. Sì, ha detto anche questo Arturo Calabresi. Con la voce incrinata da chissà quali e quante emozioni. “Adesso dobbiamo vincere”. Capito ? Vincere. Hai fatto bene a dirlo Arturo. Ed in quel momento avrei avuto voglia di abbracciarti forte per provare a farti capire quanto quelle tre sillabe possano pesare in questo momento. Perché in troppi in questa città maledetta hanno abbandonato la voglia di competere. In nome di un viaggio atteso da tempo immemore ma che alla fine nessuno è riuscito a godersi davvero. Ha ragione Arturo. Smettiamola di prenderci per il culo. Almeno noi.

Loyola 5. Entra in campo con il Pisa già sotto di un goal e non riesce a portar niente di che alla causa di una squadra che di lì a poco mollerà definitivamente gli ormeggi.

Piccinini 5. Vedi Loyola.

Cuadrado 5. I fischi con i quali i tifosi della Juventus lo subissano ogni volta che riceve il pallone fanno il paio con la randellata che gli rifila senza tanti complimenti Bremer giusto per fargli capire quanto sia gradito all’Allianz Stadium …

Stojilkovic S.V.

Iling-Junior S.V.

Hiljemark 4,5. Presenta in campo il Pisa che aveva iniziato la gara contro il Bologna e che nel primo tempo riesce a far partita sostanzialmente pari con il più quotato avversario ; a mister Spalletti però basta inserire Kelly e Boga – non Scirea e Platini, con tutto il rispetto – per mandare a gambe all’aria il piano gara del tecnico svedese che con le tre sostituzioni in contemporanea effettuate al minuto 60 riesce pure a peggiorare il rendimento della propria squadra la quale va incontro a una mezz’ora finale da incubo in cui i bianconeri dilagano a proprio piacimento. Quarta sconfitta consecutiva, un solo punto conquistato in cinque partite, otto goal subiti a fronte dell’unico segnato da Loyola contro il Milan ed a conti fatti sostanzialmente inutile per la causa neroazzurra ; cinque partite nelle quali la distanza dalla quota salvezza è passato dai quattro punti post Pisa Sassuolo ai dieci punti attuali. La sensazione – che rasenta comunque la certezza – è che servisse qualcosa di diverso per provare a salvare la stagione all’ombra della Torre Pendente.

H2o

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