
Il Pisa si illude con Moreo per poi venire spazzato via da un’Inter devastante : finisce con un punteggio tennistico la gara del “Meazza” ed è inutile dire che gli oltre cinquemila tifosi pisani tornati a San Siro dopo trentacinque anni di attesa speravano di vivere tutta un’altra serata. Adesso contro Sassuolo e Verona i neroazzurri toscani si giocheranno le residue chance di restare in serie A. Pagelle Inter Pisa.
Scuffet 7. Para il parabile e anche di più, gli interventi su Dimarco, Esposito e Thuram si avvicinano al miracolo ; incolpevole sui sei goal subiti, forse soltanto sulla rasoiata di Bonny poteva fare qualcosa di più ma ormai la partita era bella che finita.
Angori 5,5. L’Inter attacca praticamente solo a sinistra e quindi dalla sua parte i pericoli sono relativi, nella ripresa lascia troppo spazio a Carlos Augusto che sfiora il goal in un paio di circostanze ; non pervenuto in fase offensiva.
Canestrelli 5. Bruciato da Lautaro Martinez prima e da Esposito poi, nella ripresa il suo colpo di testa in totale solitudine rischia di portare al pareggio il Pisa ma la sfera lambisce soltanto l’incrocio dei pali della porta difesa da Sommer : in tale circostanza si sarebbe dovuto e potuto far meglio.
Marin 6. Il migliore del centrocampo in casa Pisa, ringhia sugli avversari e intercetta diversi palloni che avrebbero potuto trasformarsi in guai seri per la porta difesa da Scuffet ; il cartellino giallo rimediato a metà primo tempo gli costa la sostituzione ad inizio ripresa e gli ospiti perdono così il proprio frangiflutti nella zona nevralgica del terreno di gioco.
Meister 4,5. Prima di farsi male aveva combinato ben poco, faticando a gestire anche i palloni più semplici.
Tramoni 5,5. Calcia alla perfezione il corner che origina il secondo goal di Moreo ma un suo intervento scomposto sul tiro di Zielinski determina il calcio di rigore che cambia il destino della partita ; anche lui lasciato negli spogliatoi dopo l’intervallo e dopo i primi quarantacinque minuti di gioco nei quali si era visto ben poco.
Touré 5. L’uomo che spacca la partita è il suo avversario diretto, quel Dimarco che in poco più di un’ora sconquassa il match con le sue giocate ; stavolta anche la sua fisicità serve a ben poco.
Aebischer 5. Sovrastato dal palleggio di Zielinski e compagni, nullo in fase di filtro e troppo impreciso negli appoggi ai compagni di squadra.
Coppola 5,5. Con il trascorrere dei minuti viene travolto pure lui dalle folate offensive dei padroni di casa, non riesce a leggere il perfetto inserimento di Lautaro in occasione del goal del pareggio interista.
Moreo 8. Due goal uno più bello dell’altro nella Scala del calcio, una doppietta che rappresenta una delle più grandi illusioni nella storia recente del calcio pisano ma che nessuno potrà mai portargli via ; l’ultimo ad alzare bandiera bianca anche quando la barca rossocrociata era ormai affondata. Ripartiamo da qua.
Calabresi 6. Commovente il modo con il quale cerca di mettere la museruola a Lautaro, veramente decisivo soltanto in occasione del goal che riequilibra la contesa ; nella ripresa il suo salvataggio – con l’aiuto del palo – sul tap-in a botta sicura di Dimarco è da manuale del calcio. La vecchia guardia non muore mai.
Durosinmi 5. Entra nel peggior momento del Pisa – in mezzo ai due goal che determinano il momentaneo 2 a 2 – e combina ben poco, anche se i compagni non fanno niente per dargli una mano in una ripresa dominata in lungo ed in largo dalla Beneamata.
Piccinini 6. Come sempre entra bene in partita e si mette a correre come un pazzo per tutto il terreno di gioco, recuperando molti palloni e pestando i piedi ai palleggiatori della compagine meneghina ; encomiabile per dedizione ed attaccamento alla maglia.
Akinsanmiro 5. Fra infortunio alla spalla e Coppa d’Africa sembra aver perso un po’ il filo rispetto alla prima parte di stagione dove aveva giganteggiato ; male in entrambe le fasi di gioco, unico acuto un salvataggio a pochi passi da Scuffet che salva un goal fatto per l’Inter.
Lorran 4. Trotterella per il prato di San Siro senza combinare alcunché, anzi, perdendo il pallone che origina il contropiede che porta al goal del 4 a 2 di Dimarco ; la sensazione è che non sia poi così centrato sulla lunghezza d’onda dei compagni di squadra ed è un peccato perché i mezzi tecnici per dare una mano gli avrebbe pure.
Leris 5. Nessuno spunto degno di nota sulla corsia mancina, in un finale di gara che porta l’Inter a segnare tre goal nel giro di dieci minuti a cavallo del novantesimo.
Gilardino 5. Conferma l’undici titolare che sette giorni prima aveva messo sotto l’Atalanta ed i primi 38 minuti di gara sembrano dargli ragione, ma dall’episodio del rigore in poi la sua squadra si va via via sfaldando con il trascorrere dei minuti al cospetto di un Inter che inizia a maramaldeggiare in lungo ed in largo, che segna sei goal e che ne avrebbe potuti segnare altrettanti. La mossa Dimarco spacca la partita in favore dei padroni di casa, neanche il tempo di constatarlo che i suoi ragazzi si ritrovano da 0 a 2 a 3 a 2 nel giro di otto minuti. I cambi non incidono, Bozhinov e Loyola non sono ancora in condizione di essere gettati nella mischia, Akinsanmiro ritrova la maglia neroazzurra dopo praticamente due mesi di assenza e Lorran continua ad essere un oggetto più che misterioso. Quinta partita giocata dal Pisa nel 2026 ovvero da quando è aperto il mercato di riparazione ed il Pisa è sostanzialmente lo stesso del girone di andata con uno Nzola in meno ed un Durosinmi in più : ovviamente tale spiacevole situazione non dipende dal tecnico piemontese.

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Il Pisa si illude con Moreo per poi venire spazzato via da un’Inter devastante : finisce con un punteggio tennistico la gara del “Meazza” ed è inutile dire che gli oltre cinquemila tifosi pisani tornati a San Siro dopo trentacinque anni di attesa speravano di vivere tutta un’altra serata. Adesso contro Sassuolo e Verona i neroazzurri toscani si giocheranno le residue chance di restare in serie A. Pagelle Inter Pisa.
Scuffet 7. Para il parabile e anche di più, gli interventi su Dimarco, Esposito e Thuram si avvicinano al miracolo ; incolpevole sui sei goal subiti, forse soltanto sulla rasoiata di Bonny poteva fare qualcosa di più ma ormai la partita era bella che finita.
Angori 5,5. L’Inter attacca praticamente solo a sinistra e quindi dalla sua parte i pericoli sono relativi, nella ripresa lascia troppo spazio a Carlos Augusto che sfiora il goal in un paio di circostanze ; non pervenuto in fase offensiva.
Canestrelli 5. Bruciato da Lautaro Martinez prima e da Esposito poi, nella ripresa il suo colpo di testa in totale solitudine rischia di portare al pareggio il Pisa ma la sfera lambisce soltanto l’incrocio dei pali della porta difesa da Sommer : in tale circostanza si sarebbe dovuto e potuto far meglio.
Marin 6. Il migliore del centrocampo in casa Pisa, ringhia sugli avversari e intercetta diversi palloni che avrebbero potuto trasformarsi in guai seri per la porta difesa da Scuffet ; il cartellino giallo rimediato a metà primo tempo gli costa la sostituzione ad inizio ripresa e gli ospiti perdono così il proprio frangiflutti nella zona nevralgica del terreno di gioco.
Meister 4,5. Prima di farsi male aveva combinato ben poco, faticando a gestire anche i palloni più semplici.
Tramoni 5,5. Calcia alla perfezione il corner che origina il secondo goal di Moreo ma un suo intervento scomposto sul tiro di Zielinski determina il calcio di rigore che cambia il destino della partita ; anche lui lasciato negli spogliatoi dopo l’intervallo e dopo i primi quarantacinque minuti di gioco nei quali si era visto ben poco.
Touré 5. L’uomo che spacca la partita è il suo avversario diretto, quel Dimarco che in poco più di un’ora sconquassa il match con le sue giocate ; stavolta anche la sua fisicità serve a ben poco.
Aebischer 5. Sovrastato dal palleggio di Zielinski e compagni, nullo in fase di filtro e troppo impreciso negli appoggi ai compagni di squadra.
Coppola 5,5. Con il trascorrere dei minuti viene travolto pure lui dalle folate offensive dei padroni di casa, non riesce a leggere il perfetto inserimento di Lautaro in occasione del goal del pareggio interista.
Moreo 8. Due goal uno più bello dell’altro nella Scala del calcio, una doppietta che rappresenta una delle più grandi illusioni nella storia recente del calcio pisano ma che nessuno potrà mai portargli via ; l’ultimo ad alzare bandiera bianca anche quando la barca rossocrociata era ormai affondata. Ripartiamo da qua.
Calabresi 6. Commovente il modo con il quale cerca di mettere la museruola a Lautaro, veramente decisivo soltanto in occasione del goal che riequilibra la contesa ; nella ripresa il suo salvataggio – con l’aiuto del palo – sul tap-in a botta sicura di Dimarco è da manuale del calcio. La vecchia guardia non muore mai.
Durosinmi 5. Entra nel peggior momento del Pisa – in mezzo ai due goal che determinano il momentaneo 2 a 2 – e combina ben poco, anche se i compagni non fanno niente per dargli una mano in una ripresa dominata in lungo ed in largo dalla Beneamata.
Piccinini 6. Come sempre entra bene in partita e si mette a correre come un pazzo per tutto il terreno di gioco, recuperando molti palloni e pestando i piedi ai palleggiatori della compagine meneghina ; encomiabile per dedizione ed attaccamento alla maglia.
Akinsanmiro 5. Fra infortunio alla spalla e Coppa d’Africa sembra aver perso un po’ il filo rispetto alla prima parte di stagione dove aveva giganteggiato ; male in entrambe le fasi di gioco, unico acuto un salvataggio a pochi passi da Scuffet che salva un goal fatto per l’Inter.
Lorran 4. Trotterella per il prato di San Siro senza combinare alcunché, anzi, perdendo il pallone che origina il contropiede che porta al goal del 4 a 2 di Dimarco ; la sensazione è che non sia poi così centrato sulla lunghezza d’onda dei compagni di squadra ed è un peccato perché i mezzi tecnici per dare una mano gli avrebbe pure.
Leris 5. Nessuno spunto degno di nota sulla corsia mancina, in un finale di gara che porta l’Inter a segnare tre goal nel giro di dieci minuti a cavallo del novantesimo.
Gilardino 5. Conferma l’undici titolare che sette giorni prima aveva messo sotto l’Atalanta ed i primi 38 minuti di gara sembrano dargli ragione, ma dall’episodio del rigore in poi la sua squadra si va via via sfaldando con il trascorrere dei minuti al cospetto di un Inter che inizia a maramaldeggiare in lungo ed in largo, che segna sei goal e che ne avrebbe potuti segnare altrettanti. La mossa Dimarco spacca la partita in favore dei padroni di casa, neanche il tempo di constatarlo che i suoi ragazzi si ritrovano da 0 a 2 a 3 a 2 nel giro di otto minuti. I cambi non incidono, Bozhinov e Loyola non sono ancora in condizione di essere gettati nella mischia, Akinsanmiro ritrova la maglia neroazzurra dopo praticamente due mesi di assenza e Lorran continua ad essere un oggetto più che misterioso. Quinta partita giocata dal Pisa nel 2026 ovvero da quando è aperto il mercato di riparazione ed il Pisa è sostanzialmente lo stesso del girone di andata con uno Nzola in meno ed un Durosinmi in più : ovviamente tale spiacevole situazione non dipende dal tecnico piemontese.
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