
Succede tutto nel primo tempo fra Genoa e Pisa : Colombo chiama e Leris risponde, prima di una ripresa dove ha prevalso da entrambe le parti la voglia di non perdere piuttosto che il desiderio di vincere. Termina quindi in parità il match del “Ferraris”, un punto per uno che alla fine della fiera serve fino ad un certo punto ad entrambe le squadre. Pagelle Genoa Pisa.
Semper 6,5. Reattivo nel primo tempo sul mancino di Vitinha e nella ripresa sul colpo di testa di Thorsby, sicuro nelle uscite, incenerito dalla rasoiata all’angolo basso di Colombo sulla quale non abbozza neanche l’intervento ma che può essere considerata un pezzo di bravura dell’attaccante in maglia rossoblu.
Angori 7. Contro lo spauracchio Norton-Cuffy mette a referto una prestazione praticamente perfetta a livello difensivo non concedendo nulla al calciatore inglese, non contento si propone con buona costanza in chiave offensiva e dai suoi cross nascono i maggiori pericoli per la porta del Grifone ovvero il colpo di testa di Leris che si stampa sulla traversa e l’uscita maldestra di Leali che propizia il goal del pareggio neroazzurro. In evidente crescita nelle ultime settimane, forse il periodo di adattamento alla nuova categoria è finalmente terminato.
Canestrelli 6,5. Il Genoa non fa sfracelli negli ultimi sedici metri ad onor del vero ma il buon Simone appare l’elemento più preciso e determinato nel pacchetto arretrato disegnato da mister Gilardino ; bravo a chiudere sulle sbavature dei compagni di reparto, bravo a limitare l’ardore di un Vitinha che in casa rossoblu è l’ultimo ad alzare bandiera bianca.
Leris 7,5. Nella nuova posizione di mezzala sforna la miglior prestazione stagionale. Nel primo tempo in casa neroazzurra fa praticamente tutto lui : un suo velenoso diagonale dai venti metri fa la barba al palo alla destra di Leali, un suo colpo di testa su cross di Angori manda la sfera a stamparsi sulla traversa della porta rossoblu, soprattutto è il più lesto di tutti a capire l’errore in uscita dell’estremo difensore del Grifone ed a mettere nella porta sguarnita il pallone del pareggio con un preciso lob. Bene anche in fase di interdizione quando non lesina interventi anche ruvidi per fermare le offensive dei padroni di casa, come dimostra il cartellino giallo che gli “costa” la sostituzione attorno all’ora di gioco.
Højholt 6,5. Il soldatino danese fa il suo compito in mezzo al campo con ordine ed abnegazione, giocando semplice e sporcando con il suo pressing feroce le geometrie di Malinovskyi ed i tentativi di inserimento in area di rigore neroazzurra di Frendrup. Nessuna giocata ad effetto ma anche nessun errore in fase di appoggio, è il classico calciatore sul cui rendimento si può sempre fare affidamento.
Meister 5. Sbatte senza soluzione di continuità quando su Otoa quando su Ostigard, non riuscendo mai a trovare un guizzo interessante dalle parti di Leali e faticando pure a far salire la squadra ; tanti errori tecnici pure nei fondamentali, fra palloni non controllati con la dovuta precisione e dialoghi balbettanti con i compagni di reparto.
Touré 6,5. Per contrastare la sua fisicità sulla corsia di destra mister De Rossi sacrifica inizialmente l’estro di Ellertsson inserendo dalla sua parte il corazziere Thorsby che gli va costantemente a giocare addosso per impedirgli di essere dominante nel gioco aereo sui palloni che arrivano dalle retrovie ; esce fuori alla distanza – agevolato non poco dall’uscita dal campo dello stesso Thorsby – e nella seconda parte della ripresa di testa le prende tutte permettendo al Pisa di finire la gara in attacco e senza particolari affanni difensivi. Ed anche quando rincula nei momenti di maggior pressione rossoblu il suo contributo alla causa neroazzurra è di quelli importanti, visto che da quella parte il Genoa non riesce mai a sfondare.
Aebischer 6,5. Regia senza fronzoli per il calciatore elvetico, senza acuti particolari ma con un tasso di errori in fase di appoggio prossimo allo zero ; utile anche in fase di interdizione, riesce a recuperare un buon numero di palloni nella zona nevralgica del terreno di gioco oltre che schermare con buon profitto la regia del talentuoso Malinovskyi. Uno di quei giocatori che magari non ruba l’occhio ma quando è assente te ne accorgi, eccome se te ne accorgi.
Moreo 6. Parte con il bel suggerimento per Leris la cui conclusione sfiora il palo alla destra di Leali, quindi prova a combattere contro i giganti della difesa rossoblu ma è un duello impari anche perché Meister non riesce mai a dargli una mano significativa negli ultimi venti metri ; prova quindi a rendersi utile in fase di non possesso, rappresentando la prima linea di pressing sui portatori di palla avversari e dando una mano in difesa sui palloni alti.
Albiol 5,5. Con l’esperienza porta a casa in qualche modo la pagnotta, ma un paio di anticipi mancati clamorosamente sono il segnale inequivocabile che il tempo passa anche per i grandi campioni ; gioca prevalentemente di posizione, in difficoltà quando gli avanti genoani provano a superarlo in velocità. Alza bandiera bianca nella ripresa per un fastidio muscolare da valutare nelle prossime ore.
Bonfanti 5,5. Luci e ombre ma prestazione da non disdegnare per l’ex Atalanta, qualche volta un po’ troppo precipitoso negli interventi ma comunque sempre pronto a ringhiare sugli attaccanti avversari ; mezzo voto in meno per il troppo spazio concesso a Colombo in occasione del momentaneo vantaggio del Genoa, in quel caso una marcatura più stretta avrebbe complicato non poco la giocata del numero 29 in maglia rossoblu.
Piccinini 5,5. Entra al posto di Højholt e si mette a correre in lungo ed in largo nella zona centrale del terreno di gioco con alterne fortune ; gli capiterebbe pure un pallone interessante dalle parti di Leali a seguito di una mischia nell’area di rigore della compagine ligure ma non riesce purtroppo a trovare la giocata vincente peccando forse di scarsa convinzione nel suo tentativo.
Marin 6. Il suo ingresso in campo rafforza gli ormeggi neroazzurri in mezzo al campo, nonostante i rumors di mercato che lo riguardano il calciatore rumeno mette a referto una prestazione gagliarda ben diversa da quella che profonderebbe un giocatore con la testa già altrove. Un professionista esemplare cresciuto all’ombra della Torre Pendente, sarebbe un peccato perderlo.
Caracciolo 6. In campo al posto dell’acciaccato Albiol serra immediatamente i ranghi della difesa che diventa inscalfibile anche per un Genoa che via via prova ad aumentare il proprio peso offensivo ; con il capitano sul terreno di gioco il Grifone non tira più in porta.
Calabresi 6. Gioca i venti minuti finale in luogo di un Bonfanti vittima di crampi, la solita grinta – ben testimoniata dal cartellino giallo rimediato a tempo di record – che grida a gran voce agli avversari che dalle sue parti non si passa.
Nzola 5,5. Il tempo di tornare dalla Coppa d’Africa e si ritrova gettano nella mischia sul prato del “Ferraris”, non incide e soprattutto continua la sensazione che lui e Meister in campo parlino due lingue calcistiche totalmente diverse.
Gilardino 6,5. Il grande ex di giornata presenta ancora una volta un Pisa ben messo in campo e ben presente all’interno della contesa, che va sotto per il pezzo di bravura di Colombo ma che non si scompone e va a riequilibrare la partita grazie ad una seconda parte della prima frazione di gioco davvero ben interpretata. Nella ripresa la sensazione è che sia alla fine prevalsa la voglia di non perdere – come del resto in casa Genoa – e i problemi muscolari di Albiol e Bonfanti cambiano in corsa il suo piano gara costringendolo a rinunciare a gettare nella mischia Tramoni ; alla fine della fiera la sua squadra non rischia più niente in fase difensiva ma fatica ad essere davvero pericolosa in chiave offensiva, accontentandosi di un punto che permette ai neroazzurri di tenere la quota salvezza ancora ad un tiro di schioppo. Un gap colmabile da un gruppo che ancora una volta ha dimostrato di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo e che adesso merita di essere rafforzato in maniera importante in questo mercato di riparazione : sarebbe un peccato veder gettato alle ortiche il gran lavoro svolto dal tecnico piemontese e la commovente abnegazione di un nucleo storico di calciatori che non ne vuole proprio sapere di alzar bandiera bianca prima del tempo.

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Succede tutto nel primo tempo fra Genoa e Pisa : Colombo chiama e Leris risponde, prima di una ripresa dove ha prevalso da entrambe le parti la voglia di non perdere piuttosto che il desiderio di vincere. Termina quindi in parità il match del “Ferraris”, un punto per uno che alla fine della fiera serve fino ad un certo punto ad entrambe le squadre. Pagelle Genoa Pisa.
Semper 6,5. Reattivo nel primo tempo sul mancino di Vitinha e nella ripresa sul colpo di testa di Thorsby, sicuro nelle uscite, incenerito dalla rasoiata all’angolo basso di Colombo sulla quale non abbozza neanche l’intervento ma che può essere considerata un pezzo di bravura dell’attaccante in maglia rossoblu.
Angori 7. Contro lo spauracchio Norton-Cuffy mette a referto una prestazione praticamente perfetta a livello difensivo non concedendo nulla al calciatore inglese, non contento si propone con buona costanza in chiave offensiva e dai suoi cross nascono i maggiori pericoli per la porta del Grifone ovvero il colpo di testa di Leris che si stampa sulla traversa e l’uscita maldestra di Leali che propizia il goal del pareggio neroazzurro. In evidente crescita nelle ultime settimane, forse il periodo di adattamento alla nuova categoria è finalmente terminato.
Canestrelli 6,5. Il Genoa non fa sfracelli negli ultimi sedici metri ad onor del vero ma il buon Simone appare l’elemento più preciso e determinato nel pacchetto arretrato disegnato da mister Gilardino ; bravo a chiudere sulle sbavature dei compagni di reparto, bravo a limitare l’ardore di un Vitinha che in casa rossoblu è l’ultimo ad alzare bandiera bianca.
Leris 7,5. Nella nuova posizione di mezzala sforna la miglior prestazione stagionale. Nel primo tempo in casa neroazzurra fa praticamente tutto lui : un suo velenoso diagonale dai venti metri fa la barba al palo alla destra di Leali, un suo colpo di testa su cross di Angori manda la sfera a stamparsi sulla traversa della porta rossoblu, soprattutto è il più lesto di tutti a capire l’errore in uscita dell’estremo difensore del Grifone ed a mettere nella porta sguarnita il pallone del pareggio con un preciso lob. Bene anche in fase di interdizione quando non lesina interventi anche ruvidi per fermare le offensive dei padroni di casa, come dimostra il cartellino giallo che gli “costa” la sostituzione attorno all’ora di gioco.
Højholt 6,5. Il soldatino danese fa il suo compito in mezzo al campo con ordine ed abnegazione, giocando semplice e sporcando con il suo pressing feroce le geometrie di Malinovskyi ed i tentativi di inserimento in area di rigore neroazzurra di Frendrup. Nessuna giocata ad effetto ma anche nessun errore in fase di appoggio, è il classico calciatore sul cui rendimento si può sempre fare affidamento.
Meister 5. Sbatte senza soluzione di continuità quando su Otoa quando su Ostigard, non riuscendo mai a trovare un guizzo interessante dalle parti di Leali e faticando pure a far salire la squadra ; tanti errori tecnici pure nei fondamentali, fra palloni non controllati con la dovuta precisione e dialoghi balbettanti con i compagni di reparto.
Touré 6,5. Per contrastare la sua fisicità sulla corsia di destra mister De Rossi sacrifica inizialmente l’estro di Ellertsson inserendo dalla sua parte il corazziere Thorsby che gli va costantemente a giocare addosso per impedirgli di essere dominante nel gioco aereo sui palloni che arrivano dalle retrovie ; esce fuori alla distanza – agevolato non poco dall’uscita dal campo dello stesso Thorsby – e nella seconda parte della ripresa di testa le prende tutte permettendo al Pisa di finire la gara in attacco e senza particolari affanni difensivi. Ed anche quando rincula nei momenti di maggior pressione rossoblu il suo contributo alla causa neroazzurra è di quelli importanti, visto che da quella parte il Genoa non riesce mai a sfondare.
Aebischer 6,5. Regia senza fronzoli per il calciatore elvetico, senza acuti particolari ma con un tasso di errori in fase di appoggio prossimo allo zero ; utile anche in fase di interdizione, riesce a recuperare un buon numero di palloni nella zona nevralgica del terreno di gioco oltre che schermare con buon profitto la regia del talentuoso Malinovskyi. Uno di quei giocatori che magari non ruba l’occhio ma quando è assente te ne accorgi, eccome se te ne accorgi.
Moreo 6. Parte con il bel suggerimento per Leris la cui conclusione sfiora il palo alla destra di Leali, quindi prova a combattere contro i giganti della difesa rossoblu ma è un duello impari anche perché Meister non riesce mai a dargli una mano significativa negli ultimi venti metri ; prova quindi a rendersi utile in fase di non possesso, rappresentando la prima linea di pressing sui portatori di palla avversari e dando una mano in difesa sui palloni alti.
Albiol 5,5. Con l’esperienza porta a casa in qualche modo la pagnotta, ma un paio di anticipi mancati clamorosamente sono il segnale inequivocabile che il tempo passa anche per i grandi campioni ; gioca prevalentemente di posizione, in difficoltà quando gli avanti genoani provano a superarlo in velocità. Alza bandiera bianca nella ripresa per un fastidio muscolare da valutare nelle prossime ore.
Bonfanti 5,5. Luci e ombre ma prestazione da non disdegnare per l’ex Atalanta, qualche volta un po’ troppo precipitoso negli interventi ma comunque sempre pronto a ringhiare sugli attaccanti avversari ; mezzo voto in meno per il troppo spazio concesso a Colombo in occasione del momentaneo vantaggio del Genoa, in quel caso una marcatura più stretta avrebbe complicato non poco la giocata del numero 29 in maglia rossoblu.
Piccinini 5,5. Entra al posto di Højholt e si mette a correre in lungo ed in largo nella zona centrale del terreno di gioco con alterne fortune ; gli capiterebbe pure un pallone interessante dalle parti di Leali a seguito di una mischia nell’area di rigore della compagine ligure ma non riesce purtroppo a trovare la giocata vincente peccando forse di scarsa convinzione nel suo tentativo.
Marin 6. Il suo ingresso in campo rafforza gli ormeggi neroazzurri in mezzo al campo, nonostante i rumors di mercato che lo riguardano il calciatore rumeno mette a referto una prestazione gagliarda ben diversa da quella che profonderebbe un giocatore con la testa già altrove. Un professionista esemplare cresciuto all’ombra della Torre Pendente, sarebbe un peccato perderlo.
Caracciolo 6. In campo al posto dell’acciaccato Albiol serra immediatamente i ranghi della difesa che diventa inscalfibile anche per un Genoa che via via prova ad aumentare il proprio peso offensivo ; con il capitano sul terreno di gioco il Grifone non tira più in porta.
Calabresi 6. Gioca i venti minuti finale in luogo di un Bonfanti vittima di crampi, la solita grinta – ben testimoniata dal cartellino giallo rimediato a tempo di record – che grida a gran voce agli avversari che dalle sue parti non si passa.
Nzola 5,5. Il tempo di tornare dalla Coppa d’Africa e si ritrova gettano nella mischia sul prato del “Ferraris”, non incide e soprattutto continua la sensazione che lui e Meister in campo parlino due lingue calcistiche totalmente diverse.
Gilardino 6,5. Il grande ex di giornata presenta ancora una volta un Pisa ben messo in campo e ben presente all’interno della contesa, che va sotto per il pezzo di bravura di Colombo ma che non si scompone e va a riequilibrare la partita grazie ad una seconda parte della prima frazione di gioco davvero ben interpretata. Nella ripresa la sensazione è che sia alla fine prevalsa la voglia di non perdere – come del resto in casa Genoa – e i problemi muscolari di Albiol e Bonfanti cambiano in corsa il suo piano gara costringendolo a rinunciare a gettare nella mischia Tramoni ; alla fine della fiera la sua squadra non rischia più niente in fase difensiva ma fatica ad essere davvero pericolosa in chiave offensiva, accontentandosi di un punto che permette ai neroazzurri di tenere la quota salvezza ancora ad un tiro di schioppo. Un gap colmabile da un gruppo che ancora una volta ha dimostrato di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo e che adesso merita di essere rafforzato in maniera importante in questo mercato di riparazione : sarebbe un peccato veder gettato alle ortiche il gran lavoro svolto dal tecnico piemontese e la commovente abnegazione di un nucleo storico di calciatori che non ne vuole proprio sapere di alzar bandiera bianca prima del tempo.
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