
Nemmeno il sentito derby contro la Fiorentina riesce a rianimare il Pisa : i neroazzurri cadono al “Franchi” dopo una prestazione deludente e ben al di sotto di quelle che erano le aspettative della vigilia. Adesso le speranze di salvezza sono ridotte davvero al lumicino. Pagelle Fiorentina Pisa.
Nicolas 7,5. Para il parabile e molto di più : para con gli occhi, para con la testa, para con il cuore. L’intervento nella ripresa sulla legnata diretta all’incrocio dei pali di Ndour è un intervento addirittura miracoloso ; se il Pisa rimane in partita fino alla fine buona parte del merito è del portiere brasiliano. Professionista esemplare, ce ne fossero.
Bozhinov 5,5. Non commette errrori marchiani ma continua a dare la sensazione di essere troppo irruento, troppi interventi che permettono alla viola di rifiatare nel momento di maggior difficoltà dei padroni di casa.
Angori 5. Perde il duello con Dodò, sempre in affanno quando c’è da difendere, mai davvero decisivo quando si spinge a cercar fortuna in avanti.
Caracciolo 7. Tiene in piedi la baracca da par suo, cerca di limitare un Kean particolarmente ispirato e con due colpi di testa in area di rigore viola prova a fare quello che gli attaccanti neroazzurri non vanno nemmeno vicini a fare. Cuore di capitano.
Canestrelli 4. Due fotogrammi impietosi di quella che è stata una partita da dimenticare : lo svarione sul tiro senza pretese di Ndour che si trasforma in un assist d’oro per Kean che realizza il goal che decide la contesa, il pallone dell’ultima speranza sparato da posizione invidiabile nel cantiere che è adesso la Curva Fiesole.
Marin 8. La personificazione in campo di cosa significa giocare un derby così sentito dalla tifoseria neroazzurra, peccato che troppi compagni di squadra non seguano il suo esempio. Dopo pochi secondi sdraia senza troppi complimenti Dodò tanto per far capire agli avversari che dalle sue parti non si passa, peccato che troppi compagni di squadra non seguano il suo esempio. Canta e porta la croce in mezzo al campo nonostante la costante inferiorità numerica del Pisa nella zona nevralgica del terreno di gioco. Il filtrante che premia l’inserimento di Moreo è roba degna del più consumato dei rifinitori e a conti fatti origina l’unica vera occasione da rete costruita dalla compagine ospite. Si presenta poi in sala stampa a metterci la faccia ed a chiedere scusa ai tifosi pisani per una prestazione non all’altezza : peccato fosse davvero l’ultimo della compagnia a dover chiedere scusa. Neroazzurro dentro.
Touré 5. La sensazione è che la benzina sia finita da un po’ di tempo, va in difficoltà contro il dinamico Parisi e non riesce mai a far valere quella fisicità che spesso aveva fatto le fortune dei neroazzurri nella prima parte della stagione.
Iling-Junior 4,5. Vaga senza meta alcuna su quella che dovrebbe essere la trequarti offensiva della squadra ospite, gioca pochissimi palloni e quelli che gioca li gioca male ; sostituito all’intervallo.
Moreo 6. A differenza dei compagni di reparto per lo meno ci prova a far qualcosa dalle parti di de Gea, il suo cross che premia il suggerimento perfetto di Marin chiama Dodò all’intervento difensivo decisivo ; nella ripresa è costretto praticamente a fare la mezzala di un centrocampo a cinque, ruolo questo che non ne esalta certo le caratteristiche.
Loyola 5. Ci diranno nel post partita che aveva un problema alla caviglia, gioca i primi quarantacinque minuti senza mai riuscire ad incidere nelle due fasi di gioco ; un passo indietro importante rispetto alla gara disputata contro il Milan.
Stojilkovic 4. Gioca il primo tempo senza riuscire a toccare un pallone che sia uno.
Durosinmi 4. Legnoso, sempre in ritardo sui suggerimenti dei compagni, non impattante nel gioco aereo ; la sensazione è che non sia a posto fisicamente, un bel problema per chi doveva arrivare a gennaio per risolvere il problema del goal in casa Pisa.
Meister 4. Non scarta il gentile regalo di Fagioli tardando troppo la conclusione e permettendo a Ranieri il recupero decisivo davanti a de Gea : forse è la sliding door in negativo della partita dei neroazzurri.
Aebischer 5. Prova a far qualcosa nella ripresa ma è troppo lento nella gestione del pallone per provare e disinnescare il meccanismo difensivo viola.
Cuadrado 6. Non giocava da una vita ma egualmente riesce a far capire a tutti – qualora ce ne fosse ancora bisogno – la differenza che passa fra chi in serie A ci ha giocato una vita e chi invece ci si è affacciato per la prima volta quest’anno. Speriamo che possa essere pedina importante – e sempre presente – in questo finale di stagione.
Piccinini 6. Il voto è per la grinta e per la rabbia che ci mette nonostante i pochi minuti che ha a disposizione.
Hiljemark 4. Purtroppo non ci siamo. Troppa la distanza fra le dichiarazioni bellicose della vigilia e quello che invece si è visto in campo, con un Pisa sfilacciato ed impaurito che soprattutto nel primo tempo al “Franchi” ha fatto scena muta ; e le tre sostituzioni contemporanee ad inizio ripresa sono la prova provata che la formazione iniziale non era quella giusta per affrontare un match fondamentale quale era il derby contro la Fiorentina. Qualcosa di meglio nella ripresa, ma davvero troppo poco per sperare in qualcosa di diverso. E le dichiarazioni nel post gara sono state per certi versi ancor più preoccupanti : sentire un allenatore che dice che la squadra in campo non ha fatto nulla di quanto si era provato a fare negli allenamenti getta ombre inquietanti sul futuro più o meno immediato. A questo punto non resta altro da fare se non provare a mettere a referto un finale di campionato per lo meno dignitoso. La notte è più buia subito prima dell’alba : speriamo che tale alba non sia poi così lontana.

Condividi questo articolo:
Nemmeno il sentito derby contro la Fiorentina riesce a rianimare il Pisa : i neroazzurri cadono al “Franchi” dopo una prestazione deludente e ben al di sotto di quelle che erano le aspettative della vigilia. Adesso le speranze di salvezza sono ridotte davvero al lumicino. Pagelle Fiorentina Pisa.
Nicolas 7,5. Para il parabile e molto di più : para con gli occhi, para con la testa, para con il cuore. L’intervento nella ripresa sulla legnata diretta all’incrocio dei pali di Ndour è un intervento addirittura miracoloso ; se il Pisa rimane in partita fino alla fine buona parte del merito è del portiere brasiliano. Professionista esemplare, ce ne fossero.
Bozhinov 5,5. Non commette errrori marchiani ma continua a dare la sensazione di essere troppo irruento, troppi interventi che permettono alla viola di rifiatare nel momento di maggior difficoltà dei padroni di casa.
Angori 5. Perde il duello con Dodò, sempre in affanno quando c’è da difendere, mai davvero decisivo quando si spinge a cercar fortuna in avanti.
Caracciolo 7. Tiene in piedi la baracca da par suo, cerca di limitare un Kean particolarmente ispirato e con due colpi di testa in area di rigore viola prova a fare quello che gli attaccanti neroazzurri non vanno nemmeno vicini a fare. Cuore di capitano.
Canestrelli 4. Due fotogrammi impietosi di quella che è stata una partita da dimenticare : lo svarione sul tiro senza pretese di Ndour che si trasforma in un assist d’oro per Kean che realizza il goal che decide la contesa, il pallone dell’ultima speranza sparato da posizione invidiabile nel cantiere che è adesso la Curva Fiesole.
Marin 8. La personificazione in campo di cosa significa giocare un derby così sentito dalla tifoseria neroazzurra, peccato che troppi compagni di squadra non seguano il suo esempio. Dopo pochi secondi sdraia senza troppi complimenti Dodò tanto per far capire agli avversari che dalle sue parti non si passa, peccato che troppi compagni di squadra non seguano il suo esempio. Canta e porta la croce in mezzo al campo nonostante la costante inferiorità numerica del Pisa nella zona nevralgica del terreno di gioco. Il filtrante che premia l’inserimento di Moreo è roba degna del più consumato dei rifinitori e a conti fatti origina l’unica vera occasione da rete costruita dalla compagine ospite. Si presenta poi in sala stampa a metterci la faccia ed a chiedere scusa ai tifosi pisani per una prestazione non all’altezza : peccato fosse davvero l’ultimo della compagnia a dover chiedere scusa. Neroazzurro dentro.
Touré 5. La sensazione è che la benzina sia finita da un po’ di tempo, va in difficoltà contro il dinamico Parisi e non riesce mai a far valere quella fisicità che spesso aveva fatto le fortune dei neroazzurri nella prima parte della stagione.
Iling-Junior 4,5. Vaga senza meta alcuna su quella che dovrebbe essere la trequarti offensiva della squadra ospite, gioca pochissimi palloni e quelli che gioca li gioca male ; sostituito all’intervallo.
Moreo 6. A differenza dei compagni di reparto per lo meno ci prova a far qualcosa dalle parti di de Gea, il suo cross che premia il suggerimento perfetto di Marin chiama Dodò all’intervento difensivo decisivo ; nella ripresa è costretto praticamente a fare la mezzala di un centrocampo a cinque, ruolo questo che non ne esalta certo le caratteristiche.
Loyola 5. Ci diranno nel post partita che aveva un problema alla caviglia, gioca i primi quarantacinque minuti senza mai riuscire ad incidere nelle due fasi di gioco ; un passo indietro importante rispetto alla gara disputata contro il Milan.
Stojilkovic 4. Gioca il primo tempo senza riuscire a toccare un pallone che sia uno.
Durosinmi 4. Legnoso, sempre in ritardo sui suggerimenti dei compagni, non impattante nel gioco aereo ; la sensazione è che non sia a posto fisicamente, un bel problema per chi doveva arrivare a gennaio per risolvere il problema del goal in casa Pisa.
Meister 4. Non scarta il gentile regalo di Fagioli tardando troppo la conclusione e permettendo a Ranieri il recupero decisivo davanti a de Gea : forse è la sliding door in negativo della partita dei neroazzurri.
Aebischer 5. Prova a far qualcosa nella ripresa ma è troppo lento nella gestione del pallone per provare e disinnescare il meccanismo difensivo viola.
Cuadrado 6. Non giocava da una vita ma egualmente riesce a far capire a tutti – qualora ce ne fosse ancora bisogno – la differenza che passa fra chi in serie A ci ha giocato una vita e chi invece ci si è affacciato per la prima volta quest’anno. Speriamo che possa essere pedina importante – e sempre presente – in questo finale di stagione.
Piccinini 6. Il voto è per la grinta e per la rabbia che ci mette nonostante i pochi minuti che ha a disposizione.
Hiljemark 4. Purtroppo non ci siamo. Troppa la distanza fra le dichiarazioni bellicose della vigilia e quello che invece si è visto in campo, con un Pisa sfilacciato ed impaurito che soprattutto nel primo tempo al “Franchi” ha fatto scena muta ; e le tre sostituzioni contemporanee ad inizio ripresa sono la prova provata che la formazione iniziale non era quella giusta per affrontare un match fondamentale quale era il derby contro la Fiorentina. Qualcosa di meglio nella ripresa, ma davvero troppo poco per sperare in qualcosa di diverso. E le dichiarazioni nel post gara sono state per certi versi ancor più preoccupanti : sentire un allenatore che dice che la squadra in campo non ha fatto nulla di quanto si era provato a fare negli allenamenti getta ombre inquietanti sul futuro più o meno immediato. A questo punto non resta altro da fare se non provare a mettere a referto un finale di campionato per lo meno dignitoso. La notte è più buia subito prima dell’alba : speriamo che tale alba non sia poi così lontana.
Related Posts