Un Nerazzurro Da Raccontare – Braglia

Un altro allenatore per la nostra rubrica “Un Nerazzurro Da Raccontare”, uno che non ha bisogno di presentazioni, uno al quale gli dobbiamo dire solo grazie: Piero Braglia.

Piero Braglia nasce a Grosseto il 10 gennaio 1955.
Centrocampista di quantità e polmoni inizia a dare i primi calci al pallone nel Barbanella Grosseto (squadra di uno dei quattro quartieri di Grosseto), gioca successivamente nelle giovanili del Follonica e poi in quelle della Fiorentina.
Nel 1973 passa da Firenze a Montevarchi, dove esordisce da professionista in serie C; l’anno successivo, sempre in C, gioca nella Cremonese. Nel ‘76 arriva la chiamata in serie A della Fiorentina, dove debutta il 20 marzo 1977. Con i viola un paio di stagioni e poche presenze (appena 23). Nel 1978 viene acquistato dal Catanzaro, sempre nella massima serie, giocandoci per sei stagioni e collezionando ben 142 presenze e 4 goal. Dall’84 all’87 gioca anche a Trieste per poi finire la carriera a Catania.
Inizia la sua esperienza da allenatore nella Bibbienese, successivamente passa alla Colligiana dove vince il campionato di D anche se poi perde il successivo spareggio per la promozione in C2 contro l’Avezzano. Allena poi Rondinella e Sangiovannese passando al Montevarchi (sua prima squadra da calciatore) dove vince subito il campionato di C2. Dal 1996 al 2001 cambia ogni anno panchina allenando il Pontedera,la Carrarese,la Sangiovannese,il Foggia e di nuovo il Montevarchi. Nel 2001 passa in C1 nel Chieti dove sfiora due volte iplay-off. Nel 2003/04 centra subito con il Catanzaro la promozione in B riportando i calabresi nella serie cadetta dopo ben 14 anni. Seguono altri due anni sempre col Catanzaro e poi nuovamente con la Sangiovannese. Nel 2006/07 arriva una chiamata importante: Pisa. La squadra nerazzurra dopo anni di inferno nelle serie minori vuole riprendersi il prestigio riuscendo magari ad arrivare almeno in cadetteria. Piero Braglia ci riesce subito: con una stagione da protagonista il Pisa riesce a vincere i play-off e passare in serie B dopo 13 anni.
La stagione vive di molti alti e pochi bassi, la squadra è competitiva,sono arrivati elementi importanti e alcune scommese. In porta c’è Christian Puggioni (poi venduto alla Reggina) che rimane imbattuto per 594 minuti e subendo solo 5 gol nel girone d’andata, stabilendo un record stagionale a livello europeo, alla fine del campionato i gol subiti saranno 20 , miglior difesa del torneo.
In difesa (apparte i portieri Morello e Indiveri dopo la partenza di Puggioni a gennaio) troviamo i vari Calori, Zavagno, Zattarin, Raimondi, Chiarini, Trevisan e Bolzan, come centrocampisti Passiglia, D’Anna, De Simone, Buzzegoli, Braiati e il capitano di quella stagione Ferrigno, mentre in attacco ci sono Biancone, Eddy Baggio, Ciotola, Ceravolo, Palumbo e Ciullo. La squadra termina al terzo posto, perdendo nell’ultima giornata a Venezia, dietro al promosso in B Grosseto e il Sassuolo. I nerazzurri di Braglia affrontano così nella semifinale play-off proprio il Venezia dopo circa 10 giorni dall’ultima di campionato pareggiando 1 a 1 con gol allo scadere di Ceravolo, indimenticabile lo “sbarco” dei pisani in battello verso lo stadio. Al ritorno dell’Arena finisce 3 a 1 con i goal di Ceravolo, Biancone e Braiati, dopo il vantaggio veneziano. In finale tocca al Monza: in lombardia finisce 1 a 0 per i padroni di casa grazie ad un rigore. Il ritorno si gioca all’Arena: stadio stracolmo(17000 spettatori), gente che entra allo stadio anche senza biglietto, un’intera città all’ Arena per spingere i nerazzurri al trionfo. Il gol di Ceravolo pareggia i conti e nei supplementari Ciotola, dopo una stupenda azione personale che mette a sedere anche il portiere, segna con un pallonetto facendo esplodere letteralmente lo stadio, il pubblico iniziano ad invadere il campo facendo ritardare la fine della partita e rischiando la sospensione della gara, proprio nel giorno del patrono di Pisa San Ranieri (17 giugno). Gli anni successivi allena Lucchese e Frosinone (in serie B),passando poi al Taranto e successivamente alla Juve Stabia che allena tutt’ora proprio nel girone del Pisa; con i campani è riuscito a vincere i play-off promozione contro l’Atletico Roma, un’impresa incredibile che porta i giallo-neri in B dopo ben 59 anni di attesa, un’impresa che solo Pierino il terribile poteva compiere.
Un doveroso grazie a Piero Braglia per quel che ha significato per noi quella stupenda stagione, una squadra di combattenti, il bel gioco non c’era del tutto però era importante centrare quella promozione e lui da trascinatore ci è riuscito con la qualità e la furbizia (ricordiamo i palloni spariti quando il Pisa era in vantaggio). La società ma soprattutto noi tifosi abbiamo rifatto il suo nome per un ritorno in panchina e lo faremo sempre quando possibile, l’abbiamo dimostrato quando è tornato all’Arena da avversario e sono stati fatti cori e applausi per lui. Grazie ancora Pierino, siamo sempre qui ad accoglierti con un tappeto rossocrociato appena lo vorrai.

Alessandro Sergi

I VOSTRI RICORDI

Grande Pierino…sei un grande e anche quest’anno l’hai dimostrato in pieno! Con un squadra da mezza classifica e un giocatore bono per reparto sei andato in B, con la grinta che ti ha sempre contraddistinto e con pochi discorsi a differenza di quei boriosi dell’Atletico Roma.
Pierino la porta di Pisa per te sarà sempre aperta, grande!

FORZA VECCHIO CUORE NEROBLU –Simonello

Un commento su “Un Nerazzurro Da Raccontare – Braglia”
  1. Grande Pierino…sei un grande e anche quest’anno l’hai dimostrato in pieno! Con un squadra da mezza classifica e un giocatore bono per reparto sei andato in B, con la grinta che ti ha sempre contraddistinto e con pochi discorsi a differenza di quei boriosi dell’Atletico Roma.
    Pierino la porta di Pisa per te sarà sempre aperta, grande!

    FORZA VECCHIO CUORE NEROBLU

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *