Ottava sconfitta consecutiva per il Pisa che cede anche al Napoli nell’ultima recita casalinga di questa travagliata stagione ; tutto troppo facile per gli azzurri al cospetto di una formazione avversaria nella quale in troppi hanno alzato già da tempo bandiera bianca. Pagelle Pisa Napoli.
Semper. Sorpreso dalla velenosa rasoiata di McTominay sulla quale non accenna nemmeno la parata, sfortunato sul colpo di testa di Rrahmani che non riesce a tener fuori dalla linea di porta, miracoloso sul destro a botta sicura di Elmas, incolpevole in occasione del goal di Højlund. In generale una stagione con pochi alti e tanti bassi.
Angori. Gara puramente di contenimento dei vari Beukema, Di Lorenzo ed Elmas che scorrazzano tutti dalla sua parte, inconsistente in fase offensiva.
Caracciolo. Sbuffa su Højlund al quale concede solamente il pallone del definitivo 0 a 3 in pieno recupero, in precedenza l’attaccante danese non aveva visto palla. Una delle colonne di questa squadra, da riconfermare senza se e senza ma.
Canestrelli. Nessun errore marchiano ma un senso di difficoltà costante ogniqualvolta gli avanti del Napoli assaltano l’area di rigore neroazzurra, penultima recita di una stagione per lui particolarmente complicata.
Leris. Nel grigiore generale prova a combinare qualcosa sulla corsia di competenza spendendosi in egual maniera in entrambe le fasi di gioco ; altro giocatore sul quale investire per il prossimo campionato di serie B.
Højholt. Il solito compitino in mezzo al campo e la costante difficoltà quando si trova a dover arginare l’esuberanza di McTominay, sfigura certamente meno dei suoi compagni di reparto.
Akinsanmiro. A tratti irritante, sovente svagato, costantemente impreciso nelle giocate : dalla Coppa d’Africa è tornato un altro giocatore rispetto al prospetto assolutamente interessante che avevamo visto fino allo scorso mese di novembre.
Aebischer. Anche il centrocampista elvetico sembra aver mollato la presa, probabilmente il Mondiale alle porte gli consiglia di risparmiare gambe ed energie ; resta comunque l’unico acquisto degno di nota nell’economia di due mercati tragicomici.
Moreo. Dio salvi Stefano. A un certo punto si infuria con Stojilkovic che come sempre non capisce la sua giocata, a testimonianza di quanto abbia a cuore la causa neroazzurra ; per il resto corre dappertutto facendo il difensore, il centrocampista e l’attaccante a seconda della bisogna e solo un mezzo miracolo di Meret a inizio ripresa gli toglie la gioia del goal. Uno dei pochi che ha dimostrato di poter reggere l’urto con la massima serie, speriamo di averlo all’ombra della Torre Pendente anche la prossima stagione.
Calabresi. Vedi Moreo : con qualche Arturo in più in mezzo al campo questo Pisa non sarebbe scivolato mestamente fra il nulla e l’addio come invece ha fatto in un girone di ritorno horror. Vederlo andare a brutto muso su un Elmas che stava facendo un po’ troppo lo splendido è stato l’unico picco di un elettroencefalogramma per il resto piatto, e ai tifosi neroazzurri vedere queste robe qua è come vedere un goal vittoria o una parata salva risultato. Capitano in pectore.
Stojilkovic. Tanto per restare in media, a fine primo tempo il liscio di Buongiorno sul suggerimento del solito Moreo gli consegna sui piedi la più semplice delle occasioni ma come da tradizione l’attaccante ex Cracovia non trova di meglio da fare se non bollare Meret in uscita disperata. La sua idiosincrasia con il goal è un qualcosa di grottesco, considerando il mestiere che dovrebbe svolgere sul terreno di gioco.
Meister. Trenta minuti in campo senza riuscire a toccare un pallone.
Piccinini. La solita generosità ma quando ormai la partita per il Pisa è bella che andata … ma perché non può mai giocare dal primo minuto ?
Touré. Schierato braccetto di destra della difesa a tre al posto di Calabresi, abbiamo visto anche questa nel corso di questi dieci mesi da incubo …
Vural. Non pervenuto in un match che ormai non aveva più niente da dire.
Cuadrado. Come Meister non tocca un pallone che sia uno se non quando ha l’occasione di calciare un paio di piazzati.
Hiljemark. Gli manca giusto di perdere anche il match contro la Lazio della prossima settimana per mettere a referto il record negativo di tutti i tempi con nove sconfitte consecutive … il fatto che abbia passato tutto il tempo della partita contro il Napoli seduto in panchina e non in piedi nell’area tecnica potrebbe essere il segnale della resa definitiva anche da parte sua.

