Le interviste ai protagonisti del match fra Pisa e Lecce raccolte a fine gara nella sala stampa della Cetilar Arena. Interviste Pisa Lecce.
Eusebio Di Francesco (allenatore Lecce)
Una partita dove nel primo tempo abbiamo mostrato i difetti visti a Verona ma poi nel secondo tempo la squadra si è lasciata un po’ andare ed ha migliorato di rendimento ; giocare quando per certi versi devi vincere per forza non è mai facile ed inoltre il Pisa non merita i diciotto punti in classifica come dimostrano le gare precedenti, è una squadra viva che ci ha creato delle difficoltà. Siamo stati bravi a reagire dopo il goal del pareggio che ci avrebbe potuto tagliare le gambe ed invece siamo riusciti a passare di nuovo in vantaggio. Bisogna smettere di parlare dell’aspetto mentale, questa è una squadra costruita per combattere che cammin facendo ha perso giocatori importanti come Sottil e Berisha ; nella ripresa i ragazzi sono stati bravi ad interpretare bene la partita ed a loro faccio un plauso anche per aver accettato i dieci giorni di ritiro. L’importante è raggiungere un obbiettivo che il Lecce ha sempre ottenuto sul filo di lana, magari non siamo stati belli da vedere ma adesso contano i risultati. Cheddira ? Non stavo sostituendo lui, sarebbe uscito Ngom ed avrei giocato con le due punte ma poi abbiamo fatto goal ed ho optato per scelte diverse ; Camarda è un ragazzo giovane che viene da quattro mesi di stop ma che ha giocato diciannove partite in serie A a diciassette anni e mezzo … Sono contento per il goal di Cheddira perché è un ragazzo che ci mette sempre l’anima. Adesso pensiamo alla gara contro la Juventus, tenendoci stretti i quattro punti conquistati contro Verona e Pisa perché sono state due partite molto difficili ; venderemo cara la pelle pure contro i bianconeri, poi penseremo alle ultime due partite che sono sicuro dovremo giocare per vincerle.
Giovanni Corrado (amministratore delegato Pisa SC)
Una serata che non ci rende felici, è arrivato un verdetto che aspettavamo da qualche settimana al termine di una partita che è stata un po’ la fotografia del nostro campionato. Cosa ci è mancato ? Ci è mancata la serie A, in quella che è stata l’esperienza che richiedeva la categoria, ma non nei giocatori che anche stasera hanno dimostrato di essere ragazzi speciali e credo che il pubblico abbia apprezzato il loro impegno. Ci siamo scontrati in un errore nella valutazione di ciò che serviva per mantenere questa categoria e contro una realtà nella quale il nostro appeal si è rivelato non essere quello giusto, come dimostrano alcuni obbiettivi di mercato che abbiamo inseguito ma non abbiamo raggiunto. Ci siamo accorti che siamo passati da essere l’eccezione ad essere meno della regola perché mancavamo dalla categoria da troppi anni ; in più abbiamo dovuto ragionare sul breve periodo senza perdere di vista la salute della società nel lungo periodo. Oggi retrocede una squadra neopromossa dalla serie B che era considerata la prima candidata alla retrocessione, noi abbiamo fatto di tutto per sovvertire questo pronostico ma non ci siamo riusciti ; probabilmente non eravamo pronti ad affrontare la serie A ma questo progetto può portare ad affrontare la massima serie la prossima volta in maniera migliore. Son passati dieci anni dall’ultima retrocessione, quando siamo arrivati a Pisa la serie B era un sogno e la serie A era un miraggio e quindi penso che tanti passi in avanti sono stati fatti in questi anni. Il Pisa ha una proprietà incredibile nel panorama del calcio italiano e quindi i tifosi possono stare sereni. Abbiamo sopravvalutato il lavoro fatto lo scorso anno e pensavamo di essere molto più pronti ad affrontare questa serie A, in più ci siamo accorti che in serie A tutto quello che offrivamo era poco più dell’ordinario. Il futuro ? Dobbiamo guardare più alla foresta e meno agli alberi, oggi retrocede una squadra che ha dimostrato di non essere in grado di restare in serie A ma è importante il fatto che non è mai stata messa a repentaglio la salute della società e questo è un aspetto fondamentale perché è una garanzia per il futuro. Allenatore, giocatori e dirigenti sono gli alberi, la società è la foresta ; nelle società di calcio servono la palla, i giocatori ed il proprietario e tutte queste cose sono garantite qua a Pisa, il resto è tutto rimpiazzabile nel bene e nel male. Oggi siamo una società molto migliore e molto più strutturata rispetto a quando siamo arrivati dieci anni fa e questo è un dato di fatto. Aspettiamo a dare sentenze sui calciatori che in questo momento stanno performando, negli anni scorsi sono stati fischiati Tramoni e Moreo … impariamo a prenderci il tempo giusto per fare le opportune valutazioni, oggi Stojilkovic sembra avere un certo livello e magari fra due anni dimostrerà di essere di tutt’altra pasta. La parabola di Moreo a Pisa deve insegnare qualcosa. Meister ? Valuteremo se avremo la forza di tenerlo con noi, perché già a gennaio aveva richieste importanti. Per comprare esperienza a volte sei costretto a barattare la salute della società, certi mix possono riuscire bene o riuscire male ed a gennaio puoi rischiare di prendere calciatori costosi che alla fine non sono funzionali all’obbiettivo ; con i giocatori che abbiamo preso non andiamo incontro a problemi economici per le prossime stagioni. Ci sono stati tanti ragazzi che fra Pisa e Cremona hanno scelto Cremona e noi non pensavamo che fosse possibile, ma poi ci dicevano che il Pisa sarebbe retrocesso sicuramente e per noi le cose si sono complicate … certamente potevamo fare meglio ma non è facile bilanciare la continuità di un progetto con il cotto e mangiato immediato. Le società non muoiono per i calciatori acquistati bensì quando devono pagare ogni mese stipendi salati a giocatori che non riesci a dismettere ; il calciatore giovane con stipendio basso garantisce la sopravvivenza della società, noi quest’anno eravamo gli ultimi come stipendi dei calciatori e siamo stati troppo lontani dallo standard della serie A. Se retrocedi con i giovani hai maggiori possibilità di sopravvivere, se retrocedi con diversi ragazzi di trenta anni in rosa diventa tutto più complicato ; al Pisa cerchiamo di dare stabilità in serie B e la serie A quando è possibile e la strada dei giovani ritengo sia la migliore per questo progetto. Quando siamo entrati nel Pisa solo noi, Frosinone e Verona hanno raggiunto la serie A mentre tutte le altre squadre di quel campionato sono o retrocesse o fallite … Dopo la finale persa contro il Monza ci siamo indispettiti per un nono o un decimo posto, guardate le altre squadre che hanno perso la finale play off che fine hanno fatto l’anno dopo … Non date mai per scontata la serie B, anche nei prossimi anni, perché in un calcio come quello di oggi di scontato non c’è niente. In serie B eravamo straordinari, in serie A siamo stati poco più che ordinari … ed aver sottostimato questa realtà dei fatti è stato un errore nostro e soprattutto mio.

