Termina con una sconfitta, la nona consecutiva che è il record storico in oltre cento anni di storia del calcio all’ombra della Torre Pendente, la serie A del Pisa che cade pure sotto i colpi di una Lazio ridotta all’osso nonostante il vantaggio iniziale. Si chiude un campionato che per trentacinque anni era stato un sogno per ogni tifoso neroazzurro degno di tale qualifica e che invece si è settimana dopo settimana trasformato in un incubo. Pagelle Lazio Pisa.
Semper. Poteva fare qualcosa di più sul mancino velenoso di Pedro ma mette a referto almeno tre parate importanti che limitano il passivo in casa neroazzurra.
Bozhinov. Quando finisce da solo a gambe all’aria favorendo la percussione di Cancellieri l’ilarità ha superato lo sconforto per un’altra partita insufficiente ; in difficoltà ogniqualvolta la Lazio alzava – seppur di poco – i giri del motore.
Angori. Sfiora il primo goal in serie A con una conclusione volante a botta sicura sulla quale il giovane Furlanetto compie un autentico miracolo ; per il resto spinge poco e va spesso in difficoltà quando Cancellieri e Dele-Bashiru spingono dalla sua parte.
Canestrelli. Guida la difesa al posto dello squalificato capitan Caracciolo, in affanno quando i padroni di casa decidono di accelerare le operazioni in campo.
Leris. Invisibile in fase offensiva, in difficoltà quando c’è da contenere l’estro di Pedro e le sovrapposizioni a tutta velocità di Pellegrini.
Akinsanmiro. Passeggia in mezzo al campo senza costrutto alcuno.
Aebischer. Suo il cross che permette a Moreo di realizzare il goal dell’illusorio vantaggio, cala alla distanza sovrastato dalla fisicità di Basic e dalle geometrie di Belahyane ; troppo morbido in opposizione sullo stesso Belahyane in occasione del goal di Dele-Bashiru.
Vural. Un bel destro a giro all’alba della partita che non diventa goal per una questione di centimetri e poco altro ; troppo facile il modo in cui Dele-Bashiru lo manda al bar prima di scaricare in porta il pallone del momentaneo 1 a 1.
Moreo. Settimo goal in campionato per il buon Stefano, uno dei pochissimi che ha dimostrato di poter dire la sua anche nella massima serie ; le sue parole nel dopo partita rappresentano la sintesi perfetta di quella che è stata la stagione dei neroazzurri. Speriamo di riaverlo con noi anche il prossimo anno, anche se le sensazioni vanno decisamente nel verso opposto …
Calabresi. Sradica dai piedi di Belahyane il pallone dal quale si origina il goal del Pisa, combatte da par suo in quello che per lui è una sorta di derby personale ma come i compagni di reparto va in grande difficoltà quando la Lazio decide di fare sul serio negli ultimi venti metri di campo.
Stojilkovic. Un bel cross dalla corsia destra che arma il piede di Angori e nulla più.
Højholt. I ritmi della massima serie sono assai superiori a quella che è la sua velocità di crociera, almeno dà l’anima in campo.
Loyola. Niente di positivo da segnalare, trenta minuti in campo senza incidere in alcun modo.
Piccinini. Almeno corre a perdifiato in ogni zona di campo e con un paio di inserimenti dei suoi porta scompiglio dalle parti di Furlanetto ma senza mai riuscire a trovare la zampata vincente.
Cuadrado. Il viale del tramonto arriva anche per chi può vantare una vita passata sui campi della serie A …
Bettazzi. Esordio assoluto in serie A per il giovanissimo Brando, speriamo sia il viatico per una carriera importante.
Hiljemark. Quindici partite sulla panchina neroazzurra e una media punti horror “impreziosita” dal record di tutti i tempi delle nove sconfitte consecutive ; tredici sono i K.O. subiti dal Pisa sotto la sua gestione, un solo goal messo a segno lontano dalla Cetilar Arena, una squadra che settimana dopo settimana è andata smarrendosi sempre di più. Ripartire con lui la prossima stagione sarebbe una scelta quantomeno azzardata, per non dire suicida.

