Hernan Chiesa
Quella di Nicolas Hernan Chiesa è una storia simile a quella di tantissimi Argentini del calcio che cercano fortuna nel Sud Italia, anche accettando categorie dilettantistiche. Alla Raimondi, alla Castillo, appunto. Nato a Buenos Aires il 25 maggio 1980, 171 cm per 68 kg, Chiesa assomiglia nel gioco e nelle movenze un po’ a Miccoli e un po’ a Ricchiuti. Classico rifinitore, gioca anche per il gol: a Brindisi ha trascinato la squadra in seconda divisione, dopo che nei tre anni precedenti al Grottaglie aveva segnato molto (sempre in doppia cifra, record 19 reti). Sposato con Sabrina, ha una bambina (Milagros). Chiesa ha iniziato a tirare calci al pallone a 5 anni, nelle strade della capitale argentina. «Ho avuto la fortuna di fare un lavoro – ha detto – che mi permette di divertirmi, ma anche di guadagnare. Il calcio è la mia vita e spero di poter giocare il più a lungo possibile». Il suo numero di maglia, manco a dirlo, è il 10. In realtà, lasciato il Brindisi, doveva passare alla squadra campana del Sapri, dove era già stato annunciato. Ma la chiamata del Pisa è stata troppo forte. Senza dimenticare, per chi non lo sapesse, che un paio di stagioni fa Minguzzi lo aveva inserito nella lista dei papabili per il Grosseto. Chiesa non è arrivato in Italia digiuno di esperienze all’estero. Nel 2004-2005 ha tentato un’esperienza nella serie A della Romania con la Politehnica Iasi, mentre le sue squadre in patria erano state la Nueva Chicago, l’Almirante Brown e l’Instituto Cordoba. Quando è passato al Brindisi non aveva lasciato l’appartamento di Grottaglie, perchè la sua famiglia si era ambientata bene e quindi faceva il pendolare. Ma Pisa val bene un sacrificio.
Fonte “Il Tirreno”


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